Literature

Diatriba d’amore contro un uomo seduto


 

La scena si svolge in una città dei Caraibi con trentacinque gradi all’ombra e il novanta per cento di umidità, dopo che Graciela e suo marito sono tornati da una cena informale poco prima dell’alba del 3 agosto 1978. 

«Niente somiglia tanto all’inferno come un matrimonio felice!», così si apre Diatriba d’amore contro un uomo seduto, unica opera teatrale del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez. Sul palco ci sono i due protagonisti: Graciela, donna sudamericana di umili origini, e suo marito, ricco marchese istruito di Cartagena. Lui è seduto in poltrona, di spalle, sta leggendo il giornale, lei è in piedi al centro del palco. I due sono sposati da venticinque anni. Un matrimonio all’apparenza felice, tanto da meritare una festa in grande stile per le nozze d’argento. Poche ore prima che arrivino gli invitati, però, Graciela, esasperata dal marito, prorompe in un’invettiva contro di lui. La donna, figlia di una lavandaia, ma animata da un grande spirito di riscatto, ha dedicato anima e corpo agli studi, per essere all’altezza del marito. Questo, e tanti anni di sacrifici, non le hanno però concesso un matrimonio realmente sereno. E così Graciela comincia a snocciolare senza pietà tutti i problemi della vita di coppia, che scaturiscono principalmente da una marcata indifferenza del marito nei suoi confronti: «Se c’è una cosa per cui il giorno del Giudizio Universale dovranno condannarti è che hai avuto l’amore in casa e non hai saputo riconoscerlo». Il flusso di parole di Graciela è inarrestabile, è un implacabile j’accuse nei confronti del responsabile della sua infelicità e nei confronti della vita, che non sarebbe dovuta andare così. Questa filippica si scontra, però, con il totale silenzio del marito, sulla falsa riga del mutismo degli ultimi venticinque anni, tant’è che il testo teatrale è in realtà un monologo, dall’inizio alla fine. Márquez non si preoccupa nemmeno di trovare un vero attore che interpreti il silente consorte: per tutta la durata dello spettacolo, seduto su quella poltrona a leggere il giornale, ci sarà solo un manichino. Lo sfogo della donna è incontenibile, nemmeno l’indifferenza dell’interlocutore la ferma; «Ma intanto ti rifiuti di rispondermi, ti rifiuti di discutere i problemi come la gente di buon senso, ti rifiuti di guardarmi in faccia. D’accordo, anche il silenzio è una risposta. Allora puoi rimanere lì sino alla fine dei secoli, perché adesso sarò io a farmi ascoltare». Il silenzio del non-attore è carico di tutta l’incomunicabilità di un rapporto lasciato a se stesso, naufragato, non curato, che è sopravvissuto grazie alle apparenze borghesi. Questo libro è un piccolo capolavoro scorrevole e per nulla monotono, anche se la forma del monologo potrebbe far presagire ben altro. Márquez ha detto che se non fosse stata un’opera teatrale, questo testo sarebbe stato almeno “un’ottima prova sulla disgrazia della felicità”, e ha definito l’ipocrisia di questo tipo di matrimoni “un’idea idiota”. Il vero riscatto di Graciela non è stato istruirsi, sposarsi, entrare nella buona società, il vero riscatto sono queste 75 pagine di diatriba contro un uomo immobile, seduto nel suo silenzio, contrapposto alla donna agitata che si muove per la scena e inveisce contro il marito, in un crescendo di tensione che porta ad un finale d’impatto. Diatriba d’amore contro un uomo seduto è un libro molto diverso dai più famosi lavori di Márquez. La narrazione è stranamente lineare, non ci sono le solite frotte di personaggi di cui è impossibile ricordare i nomi. Ciò nonostante, è un libro vivace e coinvolgente, che non ha bisogno di prendere forma sul palco di un teatro per entrare nel cuore del lettore. Consigliato a tutti quelli che hanno voglia di un Márquez un po’ diverso ma, comunque, sempre impagabile.

Lo spettacolo ha debuttato nel 1988 a Buenos Aires, e ha fatto tappa in Italia per la prima volta nel 2007 a Roma, con Maria Rosaria Omaggio come protagonista.

Giulia Galimberti

 

titolo | Diatriba d’amore contro un uomo seduto
anno | 1987
autore | Gabriel García Márquez
editore | Mondadori
collana | Piccola Biblioteca Oscar

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