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I veri viaggi di #PaesiTuoi


 

La lingua inglese ammette due parole per esprimere il concetto di “casa”: House, cioè l’edificio in cui si vive con muri e pavimenti, e Home, cioè il luogo, non necessariamente fisico, degli affetti, in cui ci si sente a casa, coi tappeti e i quadri.

Nel periodo dell’anno in cui tutti torniamo verso i “paesi nostri”, per le vacanze, per rivedere la famiglia e per ricordarsi il perché si è deciso di andarsene, la sempre attiva Fondazione Cesare Pavese ha deciso di lanciare un nuovo progetto di riscrittura, con l’hashtag #PaesiTuoi. Prendendo spunto dall’omonimo romanzo di Pavese, nasce l’idea di descrivere il paese da cui si viene (o il Paese, o entrambi), con libertà e senza seguire lo schema del libro, che rimane come modello e titolo, ma cercando di raccontare l’Italia e aprire una riflessione sul senso di appartenenza alla propria terra. Vuol dire rendere collettiva la propria memoria privata, fare geografia vera, fare storia, ricordare i nonni e le usanze, ma anche denunciare quella distruzione di patrimonio geografico che gli anni recenti stanno perpetrando.

Il progetto verrà portato avanti su twitter dal 5 al 25 agosto e vedrà la sua conclusione a Como, il 6 settembre, durante il Festival Parolario presso villa Olmo, dove verrà premiato il miglior riscrittore, scelto da una giuria: come già nei precedenti progetti di riscrittura, gli utenti potranno creare dei “libri”, delle raccolte di tweet a tema, con l’aiuto della piattaforma Tweetbook (http://beta.trytweetbook.com) creata dagli amici di U10, esperti di online publishing.

Il via alla nuova riscrittura è stato ufficialmente dato il 4 Agosto nell’ambito del Pavese Festival, a Santo Stefano Belbo, casa natale di Pavese. Si tratta di un paesino incastrato fra le Langhe, queste colline meravigliose, scoscese come corpi di donna adagiati sulla terra, e tutte completamente tappezzate di vigneti. La riscrittura vuole essere anche una modo di valorizzare e scoprire una terra, magari poco nota ma ricca. In una terra “antica” per tradizioni e produzioni, stanno nascendo delle idee innovative, che passano appunto da twitter e da internet, per connettere la gente a questa terra e per unire persone affini, facendo un uso cosciente dei Social Network.

Ecco alcuni consigli, per chi volesse spendere qualche giorno nelle Langhe di Pavese:

–        La produzione vinicola della zona è cospicua: il consiglio è scoprirla facendo un tour delle colline, spostandosi da una cantina all’altra, da un agriturismo all’altro. Per non perdersi, è possibile fare riferimento agli amici di Wine Pass (http://www.winepassitaly.it), una giovane associazione con l’idea di riscoprire e valorizzare il territorio attraverso uno dei prodotti tipici. Attraverso il sito è possibile scegliere le cantine da visitare e progettare un vero e proprio itinerario enogastronomico, passando dal barolo al moscato, con corsi di degustazione per imparare a riconoscere tutti i profumi della terra… o anche solo per bere! (Hanno provato in tutti i modi a farmi sentire il profumo del tiglio, ma io non lo riconosco nemmeno se lo vedo, il tiglio!).

–        Sicuramente uno dei periodi migliori per lasciarsi andare alla morbidezza delle langhe è proprio la prima settimana d’agosto, come ho fatto io. In questi giorni è possibile assistere alla manifestazioni del Pavese Festival, compresa la “Notte dei falò”, dove la collina davanti a Santo Stefano viene accesa dai falò dei contadini, come raccontato ne La Luna e i Falò, appunto. Vengono inoltre accese delle lanterne molto coreografiche, nella piazza che fronteggia la collina. A questo lato folkloristico, poi, si unisce il lato culturale, con incontri con scrittori e tour nei luoghi pavesiani, a scoprire che Nuto del Salto è veramente esistito ed è stato grande amico e confidente dello scrittore di Santo Stefano Belbo.

–        Come in ogni viaggio, la compagnia è importantissima. Il mio percorso è stato fatto insieme a dei nuovi vecchi amici, che non avevo mai visto prima di incontrarli, ma che conoscevo bene, ai quali sono legato per affinità. Per scoprire insieme a Pavese che i PaesiNostri non sono città, ma incontri; non sono strade, ma disposizioni d’animo.

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” (Cesare Pavese).

Alessando Pigoni

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