Action/Literature/Sound/Travel

Buon Compleanno, Berlino!

“Ti pare normale che Berlino abbia tre volte i turisti di Roma? Quel cesso di città che è Berlino?! Bombardata e senza nient’altro!”

Alcuni di voi avranno senz’altro seguito in diretta questo polemico sfogo di Vittorio Sgarbi nella puntata di Servizio Pubblico dello scorso 28 marzo. Prescindendo dall’arte provocatoria di cui Sgarbi è maestro, trovo difficile supporre di poter giudicare i canoni estetici di una città meglio di uno dei più famosi critici d’arte italiani dei nostri tempi. È vero, infatti, che Berlino è stata bombardata incalcolabili volte – basti pensare che nel 1944 furono sganciate sulla Germania circa 900 mila tonnellate di bombe – così com’è altrettanto vero che “la grande bellezza” di Roma teme ben pochi rivali in questo universo.

Forse molte persone, incluso Sgarbi a quanto pare, sono rimaste all’immagine di Berlino del 1987, raccontata magistralmente da Wim Wenders nel celebre film Il Cielo Sopra Berlino, vincitore del premio per miglior regia al Festival di Cannes. Quello che Wenders descrive di Berlino, in effetti, è un ritratto desolante, la fotografia di una città popolata (poco popolata, a dire il vero) da sguardi disorientati, intrappolati nella Guerra Fredda, letteralmente persi in una Potsdamer Platz abbandonata e avvilente.

Eppure, Wenders non poteva sapere che soltanto due anni dopo l’uscita del suo film, Berlino sarebbe cambiata tanto radicalmente da diventare “la città dei sogni” per molti giovani. Il Muro, quello stesso muro che ha spaccato a metà una città, un popolo, un’intera Nazione, si disintegra in una notte, implodendo come la Repubblica Democratica Tedesca. I Berlinesi dell’Est si tuffano nell’Ovest, i bar vicini al muro offrono birra gratis, un irripetibile senso di libertà pervade gli animi: Berlino città aperta. Era il 9 Novembre 1989 e, personalmente, mi piace pensare a questa data come ad un secondo compleanno della capitale tedesca, come al momento della sua rinascita più vera, più libera.

Parafrasando una frase de Il Cielo Sopra Berlino scopriamo che a Berlino non ci si può perdere: ovunque si vada, si arriva sempre al Muro. E questo è ancora oggi quanto mai attuale! La “nuova” Berlino, quella che stiamo conoscendo 24 anni dopo la caduta del muro, è il cuore pulsante della cosiddetta Vecchia Europa. Berlino viaggia a 300km/h, sembra una moderna macchina impazzita che corre a più non posso, tenendosi stretta quella libertà faticosamente guadagnata. Eppure Berlino non vuole dimenticare il passato, tutt’altro! È un museo a cielo aperto, è una metropoli che porta in ogni centimetro di asfalto il ricordo di quello che è stata, delle tragedie che ha subìto e di quelle cha ha inflitto.

Ricordo che la prima volta che ho visitato questa città, sono rimasta fortemente impressionata non tanto dai frastagliati tratti di muro ancora eretti, quanto dalla doppia linea di mattoni incastonata nel terreno, che segue fedelmente il solco lasciato dal muro stesso. “Certo, oggi il muro non c’è più, ma ci si inciampa in ogni passo” dice chi vive da pochi mesi a Berlino e sta imparando a conoscerla. Io ricordo quella linea come un’enorme cicatrice che rimarrà per sempre indelebile nel cuore battente di Berlino. E quello che mi affascina della capitale, quello che più mi fa desiderare di tornarci presto, è che l’aura nichilista e cupa magistralmente catturata da Lou Reed in Berlin, è sì un ricordo, ma è ancora pulsante, probabilmente oggi intrappolato in Friedrichshain, il quartiere creativo della città. Una doppia anima nascosta in ogni angolo.

E forse quello che richiama i turisti a Berlino, a mio avviso, non è soltanto la bellezza estetica di imponenti opere moderne firmate Helmut Jahn o Renzo Piano, quanto e soprattutto l’entusiasmo e la voglia di fare che imperano nelle vie della città, che sovrastano la rassegnazione che invece pervade il nostro (altrettanto – anzi – più) Bel Paese.

Felice di poter festeggiare con queste poche righe il “nuovo” 24esimo compleanno di Berlino, vi invito a prenotare al più presto un volo per visitarla con i vostri occhi. E se gli euro rimasti nel portafogli vi guardano minacciosi o se il vostro capo non vi darà mai quei giorni di ferie che gli chiedete da mesi, comprate Berlin, il libro di Eraldo Affinati: funziona meglio di un simulatore del parco divertimenti. Giuro.*

Francesca Bianchi

*non si giura, lo so.

Ecco gli articoli di questo numero:
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